la liturgia - SANTA MARIA DELLA PRESENTAZIONE

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(es. Mt 28,1-20):
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Partecipare la Liturgia

Il contenuto intimo della celebrazione liturgica è il mistero, cioè "l'opera redentrice proveniente dal Signore glorificato attraverso le azioni sante da lui istituite. Il mistero è dono nuziale del Signore alla Chiesa sua sposa, giacchè il Signore, nella celebrazione le comunica la sua vita. La Chiesa, come sposa del nuovo Adamo, è colei che riceve, ma, come `aiuto simile a lui´ è anche colei che collabora alla sua opera. La Chiesa compie i riti esterni mentre Cristo opera all'interno" (O.Casel).

Per questo il Concilio ha fatto della partecipazione il fulcro della riforma liturgica. L'ecclesiologia di comunione e il sacerdozio battesimale esigono la partecipazione da parte di tutti alla celebrazione.

Dunque "partecipazione" è in diretto rapporto con "celebrazione". Pertanto, poichè la celebrazione non è pura cerimonia o bella funzione, la partecipazione non si esaurisce in una assistenza passiva e neppure in un'attivismo estetico o funzionale.

La celebrazione non è neppure una semplice rievocazione o un'azione didattico-catechetica e, dunque, la partecipazione non consiste semplicemente nell'attenzione mentale.

Poichè la celebrazione è l'attuazione e il dono effettivo della salvezza, la partecipazione ha come contenuto, motivazione e finalità un dato teologale: attraverso il rito coinvolgersi pienamente nel mistero pasquale diventarne protagonisti nel momento della sua celebrazione rituale e nella sua traduzione vitale.

In questa prospettiva due sono le condizioni per una vera partecipazione.

Dal punto di vista teologico, per partecipare bisogna avere una convinzione e uno sguardo di fede per cogliere, dentro e al di là dei segni, la presenza del Risorto che ci chiama con sè a vita nuova.

Dal punto di vista antropologico, partecipare comporta per i cristiani intervenire quali veri attori dell'azione celebrativa, secondo la loro condizione ecclesiale e il compito specifico assegnato.

Per realizzare questa partecipazione è necessario che tutti e ciascuno siano coscienti del significato globale della celebrazione e dei gesti che si pongono, in modo che siano ad essa rispondenti e comunicativi per l'assemblea.

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