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Presentazione
Santa Maria
della
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SANTA MARIA
PRESENTAZIONE
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INFORMAZIONI SULL'EDIFICIO DI CULTO
  • Denominazione:   Santa Maria della Presentazione
  • Anno di costruzione:  1999 - 2001
  • Progettista:  Roberto Gresleri, Glauco Gresleri
  • Pianta centrale
  • Luogo: Roma, via di Torrevecchia 1104

Il complesso parrocchiale è stato progettato dall'Arch. Glauco Gresleri.
L'edificio di culto venne commissionato da Mons. Gino Amicarelli, Direttore dell'Ufficio per l'Edilizia di Culto del Vicariato di Roma. L'opera architettonica è stata realizzata dall'impresa S.A.G. dell'Ing. Alberto Ginobbi, con i direttori dei lavori Ingegneri Caterina Mongiardini e Leonardo Peri.


Biografia dell'Arch. Glauco Gresleri
Nel 1933 il padre italianizza il cognome Grezler, originario della Baviera, in Gresleri. Nel 1944 si iscrive al Liceo scientifico A. Righi a Bologna e nel 1949 alla Facoltà di architettura dell'Università di Firenze. Si Laurea nel 1956 presentando un progetto di carcere giudiziario modello con relatore Adalberto Libera.
Esponente dell’approfondimento scientifico disciplinare è presente nel campo pubblicistico tramite riviste alla cui fondazione ha partecipato direttamente quali: Chiesa e Quartiere (1955-1968), Inarcos (1967), Parametro (1967-2009) di cui è direttore dal 1968, e Frames (1983-1985). E' saggista delle riviste Chiesa Oggi ed Ecclesia.
Studioso nel campo architettonico dello specifico sacro, è responsabile del Centro di studio e informazione per l'architettura sacra sviluppato in Bologna dal 1955, attraverso l’opera svolta con la rivista Chiesa e Quartiere, con impegno personale continuativo.
Responsabile del Piano per il recupero pastorale della “seconda Bologna” di Lercaro, con la creazione delle prime chiese provvisorie propositive per la nuova liturgia di partecipazione ante concilio, per la resa liturgica nella realizzazione delle sue oltre venti chiese, è riferimento iconico per gli studiosi del campo specifico, italiano come Mons. Crispino Valenziano e Vincenzo Gatti, e straniero come Juan Plazaola, S.I., Padre Frederich Debuyst e Rudolf Stegers.
Rapporto personale coi maestri dell’architettura moderna: Alvar Aalto, Le Corbusier, Marcel Breuer, Kenzo Tange, Alberto Sartoris, Richard Meier, Alvaro Siza, Luigi Figini, Ludovico Quaroni, Giovanni Michelucci; e dell'architettura contemporanea: Tadao Ando, Peter Eisenman.
Promotore dell’incarico ad Alvar Aalto[2] per la chiesa di Santa Maria Assunta di Riola di Vergato (BO); per l’intervento progettuale di Kenzo Tange al Fiera District di Bologna; per la ricostruzione del padiglione dell’Esprit Nouveau di Le Corbusier a Bologna, dell’incarico a Richard Meier per la “Chiesa del 2000” a Roma, 1996; dell’incarico a Alvaro Siza per la chiesa di S. Maria del Rosario, sempre a Roma.
Tra il 1960-1970 è responsabile per l’Italia alla Biennale “Cristlicher Kunst der Gegenwart” di Salisburgo e consulente per il Land Stirias per la ipotesi di realizzazione del Trigon Museum a Graz.
Consulente Oikos al Commissario Speciale di Governo per il Programma straordinario di recupero urbano di Napoli (Legge 219/1981) per la ristrutturazione dei tremila alloggi terremotati delle periferie.
Docente, tra il 1984 e il 1988 di Teoria e Tecniche della Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura di Pescara, annovera attività di visiting e lecturer presso Università italiane e straniere.
Cofondatore e responsabile culturale delle “Giornate di Architettura Sacra” di Verona dal 1970 al 1992, dal 2001 cura significative mostre alla Galleria d'Arte Bongiovanni di Paola Bongiovanni che nel 2009 verrà insignita della Turrita d'Oro, riconoscimento della città di Bologna.
Muore il 15 dicembre 2016, ad 86 anni, per infarto nel suo studio in Bologna.

https://it.wikipedia.org/wiki/Glauco_Gresleri#Biografia

STRUTTURA
Un grande telaio in calcestruzzo armato a facciavista caratterizza, all'esterno, l'organismo polifunzionale che contiene l'aula liturgica inserita in un volume cilindrico; un altro teleio in metallo si erge a campanile. L'aula, con impaianto liturgico a circumstantes, è attarversata dal telaio in calcestruzzo armato che apporta dinamismo ad una tipologia, altrimenti, statica. La copertura a volta rovesciata è tagliata da fenditure, che lasciano penetrare la luce naturale, ed è aperta in corrispondenza dell'area presbiterale, dove un grande setto, a croce, in calcestruzzo armato è sospeso al telaio strutturale e funziona da ampio pannello diffusore di luce. Sul sagrato s'affaccia l'ampia vetrata della cappella feriale, che contiene la custodia eucaristica.

https://www.beweb.chiesacattolica.it/
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chiesadiroma/11131/
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IL COMPLESSO
Siamo sulla via di Torrevecchia nel quartiere Primavalle di Roma con affaccio su strada rialzata rispetto al terreno che degrada verso Fosso Mimmoli. Questo dislivello ha suggerita la soluzione di accesso alla sala liturgica nella zona ribassata, a costituirsi come momento di stacco dallo spazio e dal tumulto della strada. Un forte impianto strutturale di natura geometrica e razionalista si incastra col volume circolare della chiesa e determina compositivamente la formazione degli spazi sussidiari come la sagrestia, la sala parrocchiale, la grande sagrestia, la cappella feriale.

La sala ecclesiale, organizzata entro un volume cilindrico ma con andamento della posizione dei banchi secondo ordinamento ortogonale, è fortemente segnata dalla stalattite di una croce a due lame incastrate che scende a “portare” la luce della cupola sin sopra l’altare.

Lo spazio esterno ribassato rispetto la strada funziona da piazzale di sagrato connettendo le opere parrocchiali mentre la copertura della sala organizzata a giardino pensile, affacciata sulla strada, permette di organizzare piccole feste parrocchiali in condizione di privacy.
UN MOSAICO PER LA CHIESA
DESCRIZIONE DEL MOSAICO
Fin dal primo momento, nella chiesa venne venerata una pittura raffigurante la Presentazione di Maria al Tempio. Una copia dell'affresco (200x185 cm) di Giotto, databile al 1303-1305 circa e facente parte del ciclo della Cappella degli Scrovegni a Padova. E compresa nelle Storie di Maria situate nel registro più alto della parete sinistra di detta cappella, guardando verso l'altare.
 
Il Tempio di Gerusalemme è lo stesso rappresentato nella prima scena, quella della Cacciata di Gioacchino, ma qui visto da un punto diverso. Siamo infatti all'entrata, dove fronteggia il pulpito raggiungibile dalla scala marmorea, col ciborio dalle colonnette tortili più arretrato.
 
Maria adolescente sale i gradini del Tempio accompagnata dalla madre (indossante un mantello di un rosso inteso da cui sporge la sua solita veste arancio), seguita da un servo che tiene sulla schiena un cesto pieno di panni e dallo sguardo del padre Gioacchino.
 
Essa viene accolta dal sacerdote che le tende le braccia e da una serie di ragazze vestite come suore: il periodo trascorso al Tempio di Gerusalemme per le fanciulle era infatti simile a un ritiro monastico e nelle storie mariane sottolinea il suo restare vergine, uscendovi solo per sposare l'anziano Giuseppe, che quindi (è sottinteso) non la possederà.
 
Un tocco di quotidianità è offerto dai passanti, come quelli di schiena a destra che osservano indicando e chiacchierando tra di loro. la scena ha un suo fulcro evidenziato anche dall'architettura, evitando le rigidità della simmetria, con una semplificazione delle superfici di grande efficacia, con un rapporto calibrato tra architettura e figure che la popolano. La gestualità è lenta e calcolata, i colori sono chiari, intrisi di luce, la plasticità delle figure è accentuata dal chiaroscuro e dal disegno robusto. (da Wikipedia)
Successivamente, la trasposizione in mosaico del quadro raffigurante la Presentazione di Maria al Tempio venne realizzata dalla Ditta Vitali, arte sacra, di Foligno.
In un unico pannello, nel 2006, il mosaico venne poi applicato sulla parete dell'abside dietro l'altare.
Trascriviamo la lettera con la quale il parroco comunicava ai fedeli la conclusione e la benedizione dell'opera musiva:

Roma 17 dicembre 2006
L’affresco di Giotto della Presentazione di Maria al Tempio, conservato nella Cappella degli Scrovegni a Padova, riprodotto in mosaico, trova il suo posto nell’abside della nostra chiesa, proprio nella gioia e nella luce del Natale del Signore.

Il mosaico sostituisce nella sua interezza la stampa ridotta del dipinto stesso di Giotto, quadro storico davanti al quale la nostra gente ha sostato in preghiera e ha chiesto benedizione e grazie, dentro a quel garage che aveva profumo saturo di chiesa; lo stesso quadro che non sta negletto, ma portiamo festanti tra suoni, canti e invocazioni, nelle processioni, per le strade della nostra Parrocchia, nel giorno evocativo della nostra Patrona: “Maria bambina presentata al tempio”.

Nove mesi sono stati necessari per l’elaborazione e l’installazione dell’opera musiva. Il costo complessivo dell’opera è intorno ai 26.000,00 euro.
Un grazie a chi con generosità contribuisce al consolidamento dell’offerta che sta permettendo tale realizzazione.

Sabato 23 dicembre 2006 durante la celebrazione dell’Eucaristia delle 18.30, presieduta dal nostro Vescovo di Settore Mons. Benedetto Tuzia, avrà luogo la benedizione del Mosaico .
Mons. Crispino Borgia
Parroco
DONO PER LA CHIESA
ORGANO DONATO DA "U C I D"
Come le campane così anche l’organo è dono dell’
U C I D
Unione Cristiana
Imprenditori Dirigenti
oltre ad aver sostenuto nell’anno giubilare 2000 alla costruzione della nostra parrocchia con un generoso contributo donato personalmente nelle mani di San Giovanni Paolo II dal Presidente Nazionale UCID, Francesco Merloni.
Il nostro Comitato ha predisposto quanto opportuno per ricordare costantemente la generosità di questi nostri benefattori e si è fatto portavoce convinto del nostro “sentito grazie”.
Un Organo a canne NEL 2003
G. Consoli mod. “MillenniuM 2001 ex tr”
Organo a canne con trasmissione digitale composto da un corpo sonoro per un totale di 193 canne reali, dieci somieri completi di elettromagneti a valvola diretta con assenza totale di ritardo.
Un elettroventilatore monofase con portata minima di 3 m.c. a 2800 giri, silenziosissimo montato su bronzine di alta precisione. Il mantice, parte importante di tutto il meccanismo dell’organo, è costruito accuratamente con materiali di prima qualità poiché da essi dipendono: la purezza, l’intensità e l’equilibrio.

Consolle Rodgers 577 organo liturgico a due manuali, 27 registri a tirante, 10 registri Voice Palette, 40 Voci Orchestrali. Pedaliera radiale concava da 32 note. Serrandina scorrevole con serratura. Finitura: quercia (chiara o scura). Dimensioni: 125 cm (altezza) x 148 cm (larghezza) x 115,4 cm (profondità pedaliera compresa). Peso: 334 kg. Generazione sonora: elettronica. Sistema di amplificazione stereofonico da 100 + 100 Watt RMS. E’ possibile aggiungere altri diffusori, sfruttando i due canali aggiuntivi. Controlli: Pedali Great/Swell/Crescendo (quest’ultimo è dotato di un indicatore luminoso), temperamento (otto temperamenti selezionabili), Controllo di Intonazione, Traspositore, Jack Cuffia. Sette Toe Studs (pedaletti delle memorie: 1, 2, 3, 4, PL1, PL2, TUTTI). Funzioni: Processore digitale RSS, Voicing individuale nota per nota, Pedale Automatico, Intonazione Random, Rilascio della Valvola. E’ possibile collegare l’organo a set di canne reali nuovi o preesistenti

I lavori sono iniziati sabato 27 settembre.
Il Comitato Parrocchiale ha inaugurato l'organo con un Concerto tenuto il 21 dicembre 2003

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