LITURGIA - SANTA MARIA DELLA PRESENTAZIONE

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LITURGIA * LITURGIA DELLE "ORE" * I PADRI DELLA CHIESA *calendario SANTI E BEATI

Da selezionare in questa pagina
  1. Anno liturgico
  2. Preghiamo con la Liturgia delle Ore
  3. Commento dei Padri, la Vergine Maria
  4. Santi e Beati, calendario Maggio
 
liturgia
L'anno liturgico è la celebrazione della vita di Gesù distribuita nell'arco di un intero anno.
"l'anno liturgico è composto dal ciclo delle stagioni liturgiche, le quali determinano le feste da osservare, le celebrazioni dei Santi, e i passi delle Sacre scritture da leggersi nelle celebrazioni."






tempo pasquale
E' il  tempo tradizionalmente di cinquanta giorni che "a partire del Triduo Pasquale, "come sua fonte di luce" viene celebrata la Pasqua del Signore come ifino alla solennità di Pentecoste, con la discesa dello Spirito Santo.
Dopo quaranta giorni dalla resurrezione si celebra l'Ascensione. In questo periodo Cristo educa gli apostoli e i primi cristiani a comprendere la sua azione nel mondo dopo la discesa dello Spirito Santo. Il giorno di Pentecosce rappresenta la nascita della Chiesa.

E' RISORTO!
LITURGIA delle "ORE"
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La Liturgia delle Ore nasce dall’esortazione di Gesù a pregare sempre,
La Liturgia delle Ore sancisce un momento di dialogo fra Dio e gli uomini.
La Liturgia delle Ore si compone fondamentalmente della lettura della Parola di Dio e di Salmi diversi a seconda dei giorni e dell’orario.

Tutte queste preghiere comuni, suddivise nell’arco della stessa giornata, furono ordinate e andarono a formare la Liturgia delle Ore o Ufficio divino, una preghiera di lode e supplica della Chiesa con Cristo e a Cristo, arricchita di letture bibliche, cantici e inni.
La riforma di San Benedetto decretò la regola da applicare a questa consuetudine, stabilendo le diverse ore della giornata in cui i monaci dovevano ritrovarsi a pregare insieme, e le modalità.
L’usanza della Liturgia delle Ore si diffuse rapidamente anche al di fuori dei monasteri.
il Concilio Vaticano II ha decretato che, mentre i presbiteri e i vescovi devono praticare la celebrazione della Liturgia delle Ore nella sua forma integrale e i vescovi e i diaconi devono recitare le tre Ore maggiori, anche i fedeli sono tenuti a celebrare ogni giorno almeno le Ore canoniche.

SUDDIVISIONE
Le preghiere sono previste in diverse ore della giornata, articolata nelle ore canoniche.
Le due ore principali sono:
  • le Lodi Mattutine, che si celebrano all’inizio della giornata;
  • i Vespri, che si celebrano alla sera, solitamente all’imbrunire o prima di cena.

Struttura
La prima ora che si recita nella giornata (sia essa l’Ufficio delle Letture o le Lodi Mattutine) è preceduta dalla recita del salmo invitatorio con la sua antifona, che si ripete tra le strofe.
  • il Benedictus o Cantico di Zaccaria nelle Lodi;
  • il Magnificat o Cantico della Beata Vergine Maria nei Vespri.
* Si apre con un versetto (“O Dio, vieni a salvarmi” – “Signore, vieni presto in mio aiuto”, tratto dal salmo 69), a cui segue il Gloria al Padre.
* Poi un inno, tratto dalle composizioni poetiche di origine ecclesiale.
* Si continua con la recita di tre salmi:
Ogni salmo o parte di salmo è introdotto da un’antifona, che ha la funzione di orientare la preghiera al contenuto del salmo; al termine del salmo, salvo ove diversamente indicato, si recita la dossologia Gloria al Padre. L’antifona si recita di nuovo dopo il Gloria al Padre o comunque alla fine dello stesso salmo.
* Segue una lettura biblica con il suo responsorio.
Nelle LODI e nei VESPRI segue  un cantico tratto dal Vangelo:

Le Lodi si concludono con le invocazioni, e i Vespri con le corrispondenti intercessioni, a cui fa seguito il Padre nostro.
Tutte le ore terminano con l’orazione finale.
COMMENTO DEI PADRI DELLA CHIESA
La Vergine Maria
nei Padri della Chiesa
a cura di Simona Molari

Il piu antico apologista cristiano, san Giustino  martire († c. 165), è il primo a parlare  del ruolo centrale della Vergine Maria nel capovolgimento divino che conduce alla salvezza. Eva concepì la parola dal serpente e partorì “disobbedienza e morte”; il fiat di Maria generò il Santo che sconfigge la discendenza malvagia del serpente e apre le porte della vita: «Poiché leggiamo nelle memorie degli apostoli ch’Egli è il Figlio di Dio, noi comprendiamo e proclamiamo che tale (veramente) è: uscito dal Padre prima d’ogni creatura… e fattosi uomo dalla Vergine, affinché attraverso quella medesima strada sulla quale la disobbedienza aveva avuto inizio, potesse anche dissolversi. Eva infatti, vergine ancor ed incorrotta, dopo aver accolto le parole del serpente partorì la disobbedienza e la morte. […] la Vergine Maria rispose così all’angelo che le aveva comunicato il lieto annunzio, secondo il quale lo Spirito del Signore sarebbe venuto sopra di lei e la potenza dell’Altissimo l’avrebbe coperta con la sua ombra, in modo tale che il Santo, prossimo a nascere da lei, sarebbe stato non altri che il Figlio di Dio: «Sia fatto di me secondo la tua parola». Da quel momento fu generato proprio colui del quale dimostrammo che parlano tutte le Scritture, per mezzo del quale Dio sconfigge il serpente e quanti, angeli ed uomini, gli rassomigliano».
L’illustre Vescovo di Lione, sant’Ireneo († c. 202), è noto come il primo vero mariologo. Egli è il primo a insegnare una soteriologia completa della ricircolazione tra la vergine disobbediente, Eva, che è “causa di morte” per se stessa e per il genere umano, e la vergine obbediente, Maria, che diviene causa strumentale di salvezza per se stessa e per il genere umano: «Come per la sua disobbedienza Eva divenne causa di morte per sé e per tutta l’umanità, così Maria per la sua obbedienza divenne causa di salvezza per sé e per tutta l’umanità […]. In tal modo quello stesso nodo che Eva aveva legato con la sua incredulità, Maria slega con la propria fede». Si tratta d’una testimonianza a dir poco stupefacente da parte della Chiesa primitiva sul ruolo ineguagliabile della Madre accanto a Gesù nell’opera della salvezza: come Eva è completamente subordinata ad Adamo nella “morte” del genere umano, così il ruolo strumentale di Maria è completamente subordinato e dipendente da Gesù Cristo, il Nuovo Adamo. Sant’Ireneo poi identifica nella Vergine Maria l’“avvocata” o interceditrice per la vergine disobbediente, attraverso cui la disobbedienza di Eva è distrutta: «A causa della disobbedienza di una vergine l’uomo è caduto e, dopo la caduta, è divenuto soggetto alla morte. Allo stesso modo, per l’obbedienza di una Vergine alla parola di Dio l’uomo è stato rigenerato… Era giusto e necessario che Adamo fosse restaurato in Cristo, così che ciò che è mortale fosse assorbito dall’immortalità; e che Eva fosse restaurata in Maria, così che una Vergine divenisse l’avvocata di una vergine e la disobbedienza di una fosse annullata e distrutta dall’obbedienza dell’altra».

Un altro vescovo cristiano e apologista dei primi secoli, Melitone di Sardi (c. 170) in un’omelia sulla Pasqua allude al ruolo della Vergine Madre nel sacrificio salvifico del Figlio:
 
«[…] è lui l’Agnello sgozzato, è lui che fu partorito da Maria, la buona Agnella, che fu preso dal gregge e trascinato all’immolazione; […] risorse dai morti e fece risorgere l’uomo dal profondo della tomba». Melitone usa qui la metafora dell’“agnello” che, nell’Antico Testamento, rappresenta sia il sacrificio che la purezza verginale. Quando egli applica la stessa metafora alla Madre e al Figlio, il Vescovo di Sardi si riferisce chiaramente alla partecipazione della Madre al sacrificio salvifico di Gesù, l’Agnello di Dio immolato.
Tertulliano   (†   c.   240-­‐250)   continua   il   principio   della   ricapitolazione   Eva-­‐Maria descrivendo il ruolo della Vergine, attraverso il quale a noi è “venuta la salvezza”: «Con un’emula azione Dio ha recuperato la sua immagine e somiglianza (nell’uomo) che era stata persa dal diavolo. In Eva, ancor vergine, si era insinuata la parola, artefice di morte, in una vergine doveva incarnarsi il Verbo di Dio, costruttore di vita, cosicché dallo stesso sesso da cui era venuta la rovina potesse venir anche la salvezza. Eva credette al serpente, Maria credette a Gabriele. Il peccato che la prima commise con la sua incredulità, la seconda lavò con la sua fede».

Sant’Efrem († 373), diacono siriano e dottore della Chiesa, giustamente definito “Arpa dello Spirito Santo”, parla del debito pagato da Maria per l’umanità: “Eva contrasse il debito e Maria lo pagò”. Egli insegna che noi siamo stati “riconciliati” con Dio attraverso la Madre di Dio: «Mia santissima maestra, Madre di Dio e piena di grazia, [...] sposa di Dio, attraverso cui noi siamo riconciliati con Lui». Egli afferma che Dio ha scelto la Beata Vergine per essere “lo strumento della nostra salvezza”, e la chiama “prezzo della redenzione degli schiavi”. È probabilmente il primo ad invocare Maria col titolo specifico di “Nuova Eva”.
Il prolifico autore mariano e difensore di Nicea, sant’Epifanio, Vescovo di Salamina († 403), riassume in breve lo stesso ruolo salvifico strumentale di Maria che dona al mondo la “causa di Vita”: «Poiché Eva portò all’umanità la causa della morte, e per essa la morte è entrata nel mondo, Maria ha dato la Causa della Vita (Cristo), e per Lui la Vita è a noi donata».


In Occidente, nel quarto secolo, “Età d’oro” della letteratura patristica, sant’Ambrogio, Dottore della Chiesa e padre spirituale di sant’Agostino, insegna che la Vergine Madre di Cristo “operò la salvezza del mondo”, “concepì nel suo seno la remissione dei peccati” e “concepì la redenzione di tutti”. Sant’Ambrogio inoltre dimostra che Maria è stata la prima a esser “salvata” per poter partecipare alla salvezza di tutti: «Non sorprendiamoci che il Signore, il quale venne a salvare il mondo, iniziò la sua opera in Maria, così che Ella, attraverso cui era stata preparata la salvezza per tutti, sarebbe stata la prima a riceverne dal suo Figlio i frutti».
 

Sant’Agostino († 430), il grande Padre e Dottore della Chiesa, sviluppa l’insegnamento di Sant’Ambrogio identificando nella Vergine Maria Colei che ha formato dalla sua carne “l’ostia” per il sacrificio che rigenera tutta l’umanità a nome di tutta l’umanità. Anche sant’Agostino struttura il suo pensiero su Maria a partire dal principio della Seconda Eva e della giusta rappresentazione del sesso femminile nel trionfo redentivo su Satana: «sì, sacramento grande, affinché nascesse per noi la vita mediante il concorso di una donna; da una donna infatti ci era venuta la morte; così che in entrambi i sessi, maschile e femminile, il diavolo, sconfitto, potesse esser tormentato come s’era glorificato nella caduta di entrambi. Egli non sarebbe stato sufficientemente punito se entrambi i sessi non fossero stati liberati ma noi non fossimo stati liberati da entrambi». Sant’Agostino osserva anche che «una donna porse all’uomo il veleno dell’inganno. Una donna diede all’uomo la salvezza della liberazione. Una donna, generando Cristo, compensa il peccato dell’uomo ingannato da una donna».

La “bocca aurea” di san  Giovanni  Crisostomo († c. 407) afferma che «una vergine ci  ha cacciati dal Paradiso; attraverso una Vergine abbiamo trovato la vita eterna. Per una vergine siamo stati condannati; per una Vergine siamo stati incoronati».

L’insigne predicatore di Ravenna, san Pietro Crisologo († 450), ci dice che “tutti gli uomini hanno meritato la vita per una donna”.
E Proclo di Costantinopoli († 446)  così  si  riferisce  alla  Madre  del  Redentore:  “Tu che sola porti la Redenzione del mondo”.
Teodoro d’Ancira la chiama “Madre dell’economia della salvezza” e Severiano di Gabala si riferisce a Lei come alla “Madre della Salvezza”.
 

Antiche Liturgie cristiane, come quella Copta, Etiopica e Mozarabica (molte della quali ancora in uso ai nostri giorni), riconoscono con la loro preghiera la dottrina di Maria nella salvezza, manifestando in tal modo la veridicità della classica massima liturgica “lex orandi, lex credendi” (come preghiamo, così crediamo).
La Liturgia Armena, che risale al quinto secolo, invoca la Vergine Madre come “salvatrix” (salvatrice) e “liberatrix” (liberatrice).

https://www.notedipastoralegiovanile.it/images/laverginemarianeipadridellachiesa.pdf
CALENDARIO SANTI E BEATI 2022
        RICORRENZE Maggio 2022

1 Maggio
San Giuseppe, Lavoratore

5 Maggio
Nostra Signora dell'Europa



8 Maggio


SUPPLICA
alla Beata Vergine del Santo Rosario
di Pompei

13 Maggio

Beata

 
Vergine Maria
di Fatima

22 Maggio
Santa Rita da Cascia

22 Maggio
ASCENSIONE DEL SIGNORE
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