Pubblicazioni - SANTA MARIA DELLA PRESENTAZIONE

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Avviso
coloro che fossero in possesso di materiale cartaceo o foto inerente la "vita della parrocchia", dagli albori ai nostri giorni, potrebbero consegnarli al parroco per l'inserimento in questo sito e contribuire alla visibilità della vita parrocchiale in questi anni.

Dal primo numero di "vita nostra" del 1970

Carissimi parrocchiani
è la prima volta che, per iscritto, mi rivolgo a voi. Questo primo foglio « Vita nostra » desidera essere la voce della nostra comunità cristiana, il collegamento tra me e voi.
E' ormai più di un mese che sono in mezzo a voi, a guidare questa nascente parrocchia (per adesso giuridicamente Vicecura autonoma), dedicata a S. Maria della Presentazione.
Cercherò qui brevemente e spontaneamente di dire con voi un grazie, darvi un saluto, farvi una promessa e presentarvi un augurio.
GRAZIE anzitutto a Dio onnipotente, datore di ogni bene, che nella Sua immensa bontà ha voluto farmi pastore delle vostre anime padre, maestro, e santificatore di tante anime.
Un secondo grazie affettuoso, pieno di gratitudine e di commozione lo rivolgo ai miei genitori, ai fratelli, alla sorella e ai miei parenti in Piemonte. Unisco nel ricordo e nella riconoscenza più profonda il Vescovo, i miei Parroci, i professori e i superiori del Seminario della diocesi di Mondovì, ove il 29 giugno 1958 sono stato consacrato sacerdote e ove ho dato, nel lavoro parrocchiale, le primizie del mio sacerdozio.
Ringrazio il Cardinale Vicario e i suoi degni Collaboratori per la fiducia messa sulla mia persona: rinnovo promessa di filiale obbedienza e di impegno pastorale nella diocesi del Papa, nostro amatissimo Vescovo.
Ringrazio il Parroco di S. Maria Assunta e S. Giuseppe e,
tramite lui tutti i collaboratori specialmente D. Mario Bissi, che fin dal dicembre 1968 hanno iniziato e curato l'assistenza spirituale e il funzionamento della Chiesa..
Parimenti ringrazio il Parroco di S. Maria della Salute, poiché un amplissima zona di campagna della sua giuri-sdizione, ora è stata affidata a questa Vicecura.
Un SALUTO cordiale a tutta la famiglia spirituale, che è già molto numerosa (credo si aggiri sulle cinquemila ani-me). Saluto specialmente i piccoli (quanti volti innocenti ho incontrato nella Benedizione delle case!); saluto so-prattutto la gioventù, onore e preoccupazione delle nostre famiglie. Ai giovani la Chiesa guarda con speranza e con fiducia!
Una PROMESSA: quello che ho di più prezioso: il sacer-dozio, è per voi: darvi la grazia di Dio, attraverso la pre-ghiera e i Sacramenti, insegnare la dottrina di Cristo, guidarvi sulla via del Cielo. Volentieri cercherò, e voi aiutatemi, a fare si che Cristo sia conosciuto, amato, servito e che tutti possiamo potenziare la Chiesa spiri-tuale e poi costruire anche la Chiesa materiale.
Un AUGURIO infine: la mia opera sacerdotale, unita alla collaborazione vostra, incominciata con buoni auspici sia ricca di bene, di spirituali soddisfazioni, palpitante di grazia e di vitalità per voi e per me.
Buona estate con serene vacanze! Su tutti indistinta-mente, invoco ogni giorno, la Benedizione di Dio e la protezione della Madonna S. Maria della Presentazione
.

DON PIETRO BECCARIA
Parroco della Vicecura

VISITA PASTORALE di
GIOVANNI PAOLO II
ALLA NOSTRA PARROCCHIA


OMELIA del Beato GIOVANNI PAOLO II

Roma, 24 ottobre 1982

1. “Grandi cose ha fatto il Signore per noi!”.
Quali sono le “grandi cose”, di cui vuole dare testimonianza la liturgia dell’odierna domenica?
Leggiamone con attenzione le parole!
La prima “grande cosa” è la messe, il raccolto dei campi. Ascoltiamo le parole del Salmo, che ci presenta, anzitutto, chi semina nelle lacrime, per mietere poi con giubilo (cf. Sal 125 [126],5). E in seguito aggiunge: “Nell’andare se ne va e piange, / portando la semente da gettare, / ma nel tornare, viene con giubilo, / portando i suoi covoni” (cf. Sal 125 [126],6).
Grande cosa: l’intera opera della creazione, il mondo e la terra destinata all’uomo, insieme alle sue risorse nascoste. La terra, che produce il suo frutto, le spighe dei campi e il grano nelle spighe, per fare il pane, come cibo per gli uomini.
E tanti, tanti altri beni dell’opera della creazione, destinati all’uso dell’uomo in questo mondo. Però, a condizione che egli sappia utilizzarli bene in modo giusto.

continua

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