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ORARI SANTE MESSE NEI LUOGHI DI CULTO
da ottobre 2020 a giugno 2021
  eventuali variazioni d'orario saranno esposti nei rispettivi luoghi di culto


DISPOSIZIONI DPCM DEL 4 NOVEMBRE 2020 IN MERITO AL "COVID-19"
ARTECIPAZIONE ALLE CELEBRAZIONI
REGOLE PER L'USCITA DALLA CHIESA
FESTA PATRONALE - 21 NOVEMBRE 2020-

ORARI SANTA MESSA

CONFESSIONI: mezz'ora prima delle celebrazioni
NOTA: in chiesa, attenersi alle disposizioni emanate dagli organi competenti, per fronteggiare la pandemia
Liturgia della Settimana
UFFICIO PARROCCHIALE

CARITAS

NUOVA EDIZIONE DEL MESSALE ROMANO: LE NOVITA'
E' uscito il nuovo MESSALE ROMANO.
Si tratta della nuova traduzione in italiano della terza edizione tipica - in latino - del Messale Romano scaturito dal Concilio Vaticano II nella quale cambiano alcune formule con cui viene celebrata l’Eucaristia nella nostra lingua.

In verità, l’utilizzo del nuovo Messale diventerà obbligatorio dalla prossima Pasqua, ossia dal 4 aprile 2021.
E' data però la facoltà di utilizzarlo immediatamente dal prossimo 29 novembre, Prima Domenica di Avvento, per favorire la diffusione e comprendere le novità presenti.
 
Infatti, fra le novità introdotte quelle sul Padre Nostro: non diremo più «e non ci indurre in tentazione», ma «non abbandonarci alla tentazione». Inoltre, sempre nella stessa preghiera, è previsto l’inserimento di un «anche» («come anche noi li rimettiamo»).
 Altra modifica riguarda il Gloria dove il classico «pace in terra agli uomini di buona volontà» è sostituito con il nuovo «pace in terra agli uomini, amati dal Signor.

Queste sono le principali variazioni che riguardano il popolo e quindi dovranno essere “imparate” da tutti.
Altre modifiche riguardano quanto pronunciato dal sacerdote,  ad esempio nelle Preghiere eucaristiche.

LINGUAGGIO “INCLUSIVO” E “CORRETTO”
Per quanto riguarda il Confiteor (“Confesso…”) durante l’atto penitenziale, dove si diceva “Confesso, a Dio onnipotente e a voi fratelli…”, dovremo dire “Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle...“. Il termine “sorelle” viene inserito anche in altre preghiere dove il Celebrante diceva solamente “fratelli”. Come ad esempio nell’invito del Celebrante dopo la presentazione dei doni, dove si dirà: “Pregate fratelli e sorelle, perché il mio e vostro sacrificio sia gradito…”. Così nel ricordo dei defunti: “Ricordati anche dei nostri fratelli e sorelle che si sono addormentati nella speranza della risurrezione”.
 
Le variazioni giungono al termine di un percorso durato oltre 17 anni. Un arco temporale in cui «vescovi ed esperti» hanno lavorato al miglioramento del testo sotto il profilo teologico, pastorale e stilistico.
SCORRI PER CONOSCERE LE NOVITA'
FINO A NUOVE DISPOSIZIONI
NEGLI ALTRI LUOGHI DI CULTO
NON E' CONSENTITA
LA PARTECIPAZIONE DEI FEDELI
pertanto,
LE CELEBRAZIONI SONO SOSPESE
 
Cappella Sant’Alfonso





PREFESTIVO: 18.00

FESTIVO:  10.00

Via Belvedere Montello 18 - 00166 ROMA
Cappella NS. di Lourdes
FERIALE: 17.00
PREFESTIVO:  17.00
FESTIVO: 09.30

Via Cristoforo Numai 15 - 00168 ROMA
Cappella del ss. Crocifisso

solo FESTIVO: 10.00

via Don Carlo Gnocchi 75 - 00166 ROMA

Cappella di San Giuseppe
solo FESTIVO: 11.00


via Arnaldo Canepa (Bastogi) - 00166 ROMA
Chiesa del Cenacolo
FERIALE:  07.10
FESTIVO:  10.00

Via Casali di Torrevecchia 11 - 00166 ROMA
CHIESA DEGLI UCRAINI A ROMA
La Chiesa greco cattolica ucraina è la più grande delle 22 Chiese orientali in piena comunione con Roma.
La basilica di Santa Sofia è un luogo sussidiario di culto della parrocchia “Santa Maria della Presentazione” ed è riconosciuta come la chiesa nazionale a Roma degli Ucraini.
Il progetto, ispirato alla cattedrale neobizantina di Santa Sofia a Kiev,  proposto dall’architetto italiano Lucio Di Stefano, dopo che l’arcieparca Josyp Slipyj nel 1963, subito dopo il suo ritorno dalla  prigionia in un gulag siberiano, aveva raccolto fondi per costruire a Roma una chiesa per la comunità greco-cattolico ucraine.
La costruzione iniziò nel giugno del 1967 e terminò nel settembre del 1969.  Dedicata alla Divina Sapienza, fu consacrata alla presenza di Paolo VI  il 27-28 settembre di quell’anno, dall’arcieparca Slpyj e da diciassette vescovi che vi trasferirono in seguito le reliquie di Papa Clemente I dalla basilica di San Clemente al Laterano,  ponendole sotto l’altare maggiore decorato dai mosaici dell'artista  ucraino Svyatoslav Hordynsky.
Nel 1985, Giovanni Paolo II le assegnò il titolo cardinalizio di “Santa  Sofia a via Boccea”, il primo titolare fu Myroslav Ivan Ljubačivs'kyj.
Nel 1998 fu elevata al rango di basilica minore.  Nel settembre 2011 si conclusero i lavori di restauro promossi dall’Associazione “Santa Sofia” che è la legittima proprietaria della chiesa e degli edifici annessi; uno dei lavori più importanti è stato il restauro del prezioso mosaico che copre le pareti del tempio.
Il 14 ottobre 2012, nel corso di una solenne Divina Liturgia presieduta  dall'arcivescovo maggiore Shevchuk e concelebrata da altri prelati,  si tenne un atto simbolico di benedizione della restaurata basilica.
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