Storia - SANTA MARIA DELLA PRESENTAZIONE

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GRUPPI > Oratorio

La natura dell'Oratorio
nei suoi aspetti più significativi


Chi fu il Padre dell'Oratorio? Come nacque da lui l'Oratorio, con quali caratteristiche? Come dovrà porsi l'Oratorio, nel tempo, per non tradire la sua origine, la sua identità? E infine: che cosa potrà esso rappresentare - nella Chiesa e nel mondo, oggi e domani - nell'ambito di un impegno di "fedeltà dinamica" a se stesso?

Cominciamo dalla prima domanda: San Filippo Neri. Chi è? Rispondere a tale domanda non è certo facile, se si tiene conto dell'atteggiamento estremamente schivo del Santo che dietro a sé ha lasciato ben poco di scritto e niente di autobiografico.

Innanzitutto e soprattutto Filippo Neri fu un grande spirituale, in un rapporto particolare con la Spirito Santo e fu un contemplativo autentico, tale da non perder mai l'interesse per l'uomo, l'attenzione amorevole agli uomini, ciascuno di essi raggiunto nella sua singolare irripetibilità.
Era l'anno 1544 e l'anno seguente si apre a Trento il Concilio di Trento, che si chiuderà nel 1563, quando Filippo è prete da ormai 12 anni circa.
E' importante aver presenti queste date, che contrassegnano tempi estremamente critici per la Chiesa e la cristianità.
San Filippo entra a pieno titolo nel grande movimento della riforma cattolica.
La sua missione apostolica però non avrà affatto le caratteristiche polemiche e di contrapposizione assegnate dagli storici alla "controriforma".
Filippo opera per un rinnovamento spirituale che tiene conto di tutto ciò che di positivo si poteva trovare nelle tensioni che dividevano il mondo cristiano.
Egli svilupperà un'azione che senz'altro si potrebbe oggi definire 'ecumenica'.


Che cos'è un ORATORIO?

Per qualcuno l’oratorio è il luogo dove poter intrattenere i ragazzi con i più tradizionali giochi, “l’importante è che non stiano per strada”; per qualcun altro è il luogo dove si fa catechesi e si celebra qualche liturgia, “perché oratorio significa luogo dove si prega”; per altri ancora … “è qualcosa di più complesso”. In effetti l’oratorio non può ridursi né a sala giochi, né ad aula di catechismo, ma evidentemente è qualcosa di più. Che cosa? Sicuramente un ambiente educativo. Può sembrare un’espressione riduttiva, ma queste due parole esprimono l’essenza dell’oratorio.

L'oratorio è un ambiente educativo così come voluto e inventato Don Bosco. Egli desiderava una casa che accogliesse, che evangelizzasse e che educasse alla vita nei suoi più vari aspetti: dalla cultura al teatro, dalla musica allo sport e al tempo libero. Spazi aperti, luoghi di ritrovo e di svago, chiesa, scuola, teatri, ma soprattutto...giovani, tanti giovani.
Sono i giovani, infatti che animano l'oratorio.
Quando vennero a presentare a don Bosco il locale che egli stava cercando per poter realizzare il suo primo oratorio, i proprietari erano convinti che lui volesse fare “un laboratorio per i suoi ragazzi”. Lui subito ne corresse la frase: “Non un laboratorio, ma un ORATORIO! ”;
Così nacque il primo oratorio della storia moderna.
Questo scambio involontario di nomi fu in un certo senso “azzeccato”, perché gli oratori di oggi si avvicinano molto all’idea di essere dei “laboratori” di proposte, che fanno bene alla vita di fede e alla crescita di un ragazzo. Attraverso la proposta di varie esperienze, l’oratorio diventa veramente quel “laboratorio” dove vengono messi insieme gli ingredienti per la crescita globale di un ragazzo.
Una persona per crescere ha bisogno di spazi, di tempi e di esperienze; ha bisogno di persone coetanee con cui misurarsi, e adulti da cui prendere spunto; ha bisogno di mettersi alla prova, di accorgersi delle sue potenzialità.

Storia

Inizialmente gli oratori erano piccoli luoghi di culto dove i fedeli si riunivano a pregare (il termine deriva appunto dal latino orare, pregare).

Il primo oratorio nel senso moderno fu creato da san Filippo Neri intorno al 1550. Con l'intento di creare una comunità di religiosi e laici unita in un vincolo di mutua carità sullo stile degli apostoli. Nel 1575 il papa Gregorio XIII eresse la Congregazione dell'Oratorio e concesse a questa la chiesa di Santa Maria in Vallicella, che divenne così il luogo del primo oratorio. Le finalità dell'oratorio di San Filippo Neri erano quelle della preghiera, coinvolgendo uomini comuni e di cultura nella lettura della Bibbia, e dell'educazione dei ragazzi.

Tra il 1802 e il 1808, santa Maddalena di Canossa, fondò le prime case (non ancora chiamati oratori) per raccogliere le ragazze di strada di Verona, mettendo a disposizione il suo palazzo e le case prese in affitto e istruendo loro alla religione e alla professione. Nel 1831 nacque il primo Oratorio Canossiano a Venezia con la compiacenza di papa Gregorio XVI. Di lì inizia la storia dei Figli della Carità - Canossiani.

Sulla scia di Filippo Neri, nacque l'idea di Giovanni Bosco. Nel 1841 incontra dei giovani nella sacrestia della chiesa di San Francesco d'Assisi a Torino per il primo di una serie di incontri di preghiera. La sua passione educativa per i giovani lo portò ad avvicinare sempre più ragazzi, tra i quali Domenico Savio. I primi affollati incontri non avevano un posto fisso. Solo nel giorno di Pasqua del 1846 l'Oratorio si stabilì sotto una tettoia con un pezzo di prato, la tettoia Pinardi a Valdocco.

Dall'esempio di Don Bosco, l'Oratorio è diventato sempre più luogo di aggregazione e formazione, sia religiosa che umana. Le strutture si sono attrezzate ed ingrandite, oltre a diffondersi per tutta Italia, con maggior diffusione nel settentrione. In particolare l'arcivescovo di Milano card. Andrea Carlo Ferrari promosse la creazione di un oratorio maschile e di un oratorio femminile in ogni parrocchia.

Dal 2001 una serie di provvedimenti legislativi [1] nazionali e regionali ha riconosciuto la «funzione sociale ed educativa svolta dagli oratori parrocchiali», promuovendo quindi la costruzione e la ristrutturazione delle strutture oratoriali.

Nel 2013 la CEI ha pubblicato la nota pastorale del valore e la missione degli oratori nel contesto dell'educazione alla vita buona del Vangelo dal titolo Il laboratorio dei talenti, primo documento del suo genere sul tema degli oratori in Italia.

Struttura

La struttura oratoriale varia molto dalla località e dalle tradizioni e dalla storia del luogo. Solitamente si trova nei pressi della chiesa parrocchiale e dispone di ambienti di vario tipo. Sono presenti spazi ricreativi quali impianti sportivi all'aperto, in particolare campetti da calcio, e sale giochi, locali per la catechesi o per riunioni in genere e il bar. Gli oratori più moderni sono dotati anche di una sala per le proiezioni, una sala teatro, una sala musica e una cucina.

Un altro protagonista "calcistico" in oratorio è costituito dal calcio balilla, che è probabilmente uno degli oggetti simbolo di questo luogo.

Attività

Le attività in Oratorio sono principalmente pastorali, come la catechesi dei bambini e dei ragazzi e incontri di vario tipo per la comunità dei fedeli, il teatro, la musica e le sagre. L'attrezzatura sportiva e gli ambienti ricreativi rendono l'oratorio anche un luogo di aggregazione e di ritrovo per ragazzi. Inoltre la struttura può essere utilizzata per avvenimenti culturali o di rilevanza sociale, anche da altri enti esterni alla parrocchia. La presenza di animatori religiosi o laici permette attività per i ragazzi durante l'anno, come giochi, accompagnamento nello studio, attività di volontariato e caritative.

Inoltre capita di trovare negli Oratori le sedi di gruppi scout, nello specifico l'Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (AGESCI).

Campi estivi e Grest

Particolarmente vivace è il periodo estivo, durante il quale si propongono vacanze, (chiamati spesso campi estivi o campi scuola) e vengono organizzati periodi di animazione e di giochi, chiamati
GREST (ovvero GRuppo ESTivo, o Gruppi Ricreativi ESTivi), diffusi ormai in tutta Italia.

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