Parrocchia - SANTA MARIA DELLA PRESENTAZIONE

Parrocchia
della Presentazione
Santa Maria
Santa Maria della Presentazione
Santa Maria della Presentazione
Santa Maria
della Presentazione


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La parrocchia è una determinata comunità di credenti in Cristo; essa viene costituita stabilmente nell'ambito di una chiesa particolare.
La cura pastorale di questa comunità è affidata, sotto l'autorità del vescovo diocesano, ad un parroco che perciò diviene il suo proprio pastore.
Spetta unicamente al vescovo diocesano erigere parrocchie, sentito il parere del consiglio presbiterale (cioè il consiglio costituito dai preti della diocesi).
La parrocchia gode di personalità giuridica.
Come regola generale, la parrocchia sia territoriale, tale cioè che comprenda tutti i credenti in cristo di un determinato territorio"
(canoni 515 e 518 del codice di diritto canonico).


Via di Torrevecchia 1104
00168 ROMA
tel. 06 61 661 866 - fax 06 62 73 752
alla parrocchia:   s.maria.pres@tin.it
alla segreteria parrocchia:   smpsegreteria@gmail.com
alla segreteria catechesi:     smpsegreteria@gmail.com


la Parrocchia è affidata al clero diocesano
Diocesi di Roma
Settore Ovest
Prefettura XXXIV
la Parrocchia è ubicata nel Comune di
Roma Capitale:
13º Municipio
Quartiere Primavalle-Torrevecchia

Titolare Cardinalizio presbiterale
Card. Francisco Robles Ortega

Parroco
Mons. Crispino BORGIA
dal 15/05/1990

Vicario Cooperatore
Don Gnana Dhas SWAMY DHAS
(Kottar - India)

Collaboratore Parrocchiale
P. Juan Ignacio FLORES NUNEZ
(C.S.I.)

IL TERRITORIO

Largo Beata Teresa Verzeri
Largo Ginetti M.
Piazza Varisella
Via Almese
Via Apricale
Via ArcoIa
Via Azzolino Decio
Via Balmuccia
Via Barbazza (da 111 a 149)
Via Beinasco
Via Belvedere Montello
Via Bembo Pietro (solo n. pari)
Via Bernetti T.
Via Beverino Brusasco
Via Calcagnini G.
Via Campomorone
Via Canepa A.
Via Capranica Cardinale
Via Caresana
Via Casali di Torrevecchia

le vie comprese

Via Ciraulo
Via Commendone F.G.
Via Costantini Cardinale
Via De Colmar Margherita
Via di Boccea (da 464 a 496 n.pari)
Via di Torrevecchia (da 805 a Boccea)
Via Dolcedo
Via Framura
Via Ghinucci (n. 20)
Via Gnocchi Don Carlo
Via Grimani D.
Via Lazzarino F.
Via Lazzaro G.
Via Losana
Via Lucci A.
Via Magarotto A.
Via Masella Cardinale
Via Monterosso al Mare

Via Montoggio
Via Murello
Via Numai C.
Via Odoardo Giove
Via Ortonovo
Via Ottiglio
Via Piolti G.De Bianchi
Via Pontestura
Via Ricaldone
Via Savignone
Via Sfondrati P. E.
Via Torriglia
Via Torta F.
Via Vernante
Via Villanova
Via Villanova
Via Vinovo (da 20 a 74)
Via Zignago


STORIA DEL CULTO DI SANTA MARIA DELLA PRESENTAZIONE AL tEMPIO

Il Ciclo mariano celebra il 21 novembre la Presentazione al tempio.

Un po’ di storia
La Presentazione di Maria al tempio trae origine da un’antica tradizione. Questo fatto è celebrato in Oriente dal V secolo ed è legato alla dedicazione della Chiesa di Santa Maria Nuova in Gerusalemme nel 543.  L’Imperatore di Bisanzio, Michele Commeno, ne parla in una sua costituzione del 1166. Filippo di Maizières, gentiluomo francese cancelliere presso la corte del Re di Cipro, essendo stato inviato come ambasciatore ad Avignone presso il Papa Gregorio XI nel 1372, gli narrò con quale magnificenza, si celebrasse presso i Greci il 21 novembre in onore della Madre di Dio. Gregorio XI introdusse allora questa festa ad Avignone, e Sisto V la rese obbligatoria per tutta la Chiesa, nel 1585. Clemente VIII la innalzò al grado “doppio maggiore”, e come per altre feste ne rielaborò l’Ufficiatura. Il nuovo calendario liturgico, dal 1969, giustamente conservò questa memoria per additare in Maria Colei che, concepita senza peccato originale, fin dalla sua più tenera età si è offerta totalmente a Dio per il Suo progetto di Salvezza: davvero una singolare Fanciulla tutta di Dio.

Gli anni dell’infanzia di Maria Santissima furono silenziosi, come la sua umiltà. Nulla ci dice la Sacra Scrittura. I cristiani, tuttavia, desideravano conoscere con maggiori dettagli la vita di Maria; e poiché i vangeli mantengono il silenzio fino al momento dell’Annunciazione, la pietà popolare, ispirandosi ad alcuni passi dell’Antico e del Nuovo Testamento, elaborò ben presto alcuni racconti semplici, che poi saranno ripresi dall’arte, dalla poesia e dalla spiritualità cristiana.
Uno di questi episodi, forse il più significativo, è la Presentazione della Madonna al tempio. Maria è offerta a Dio dai suoi genitori, Gioacchino e Anna, nel Tempio di Gerusalemme.
A rigore, non esiste una storia di quegli anni della Madonna, salvo quello che la tradizione ci ha trasmesso. Il primo testo scritto che riferisce questo episodio – dal quale discendono le numerose testimonianze della tradizione successiva - è il Protovangelo di Giacomo, uno scritto apocrifo del II secolo. Apocrifo significa che non fa parte del canone dei libri ispirati da Dio; ma questo non esclude che alcuni di questi racconti contengano qualche elemento di verità. Infatti, privato di particolari probabilmente leggendari, la Chiesa ha incluso questo episodio nella liturgia: dapprima a Gerusalemme, dove nell’anno 543 fu dedicata la basilica di Santa Maria Nuova in ricordo della Presentazione; poi, nel XIV secolo la festa passò in occidente, dove la sua memoria liturgica fu fissata il 21 novembre.

Il suo significato
Maria nel Tempio. Tutta la sua bellezza e la sua grazia – era ricolma di bellezza nell’anima e nel corpo – erano per il Signore. È questo il contenuto teologico della festa della Presentazione della Madonna. E in questo senso la liturgia applica a Lei alcune frasi dei libri sacri: Ho officiato nella tenda santa davanti a Lui, e così mi sono stabilita in Sion. Nella città amata mi ha fatto abitare; in Gerusalemme è il mio potere. Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore, sua eredità (Sir 24, 10-12).
Come accadde a Gesù dopo la sua presentazione al Tempio, anche Maria continuerà a vivere con Gioacchino e Anna una vita normale. Dove Ella stava – soggetta ai genitori, crescendo sino a divenire donna -, là stava la piena di grazia (Lc 1, 28), con il cuore predisposto a un servizio completo a Dio e a tutti gli uomini per amore di Dio.

La Madonna maturava davanti a Dio e davanti agli uomini. Nessuno notò nulla di straordinario nel suo comportamento, anche se, indubbiamente, si faceva notare da quanti le stavano attorno, perché la santità attrae sempre; ancor più nel caso della Tutta Santa. Era una ragazza sorridente, che lavorava, sempre unita a Dio; accanto a Lei tutti si sentivano a loro agio. Ella, nei momenti dedicati alla preghiera, poiché conosceva bene la Sacra Scrittura, avrà ripassato ripetutamente le profezie che annunciavano l’avvento del Salvatore. Le avrà fatte proprie, oggetto della sua riflessione, argomento delle sue conversazioni. Questa ricchezza interiore sarebbe traboccata poi nel Magnificat, il meraviglioso inno che pronunciò dopo aver udito il saluto della cugina Elisabetta.
Tutto nella Vergine Maria era orientato verso la Santissima Umanità di Cristo, il vero Tempio di Dio.

La festa della sua Presentazione è l’espressione dell’appartenenza esclusiva a Dio, la completa dedicazione della sua anima e del suo corpo al mistero della salvezza, che è il mistero dell’avvicinamento del Creatore alla creatura.
"Sono cresciuta come un cedro sul Libano, come un cipresso sui monti dell’Ermon. Sono cresciuta come una palma in Engaddi, come le piante di rose in Gerico, come un ulivo maestoso nella pianura; sono cresciuta come un platano" (Sir 24, 13-14).
Santa Maria ha fatto sì che intorno a Lei fiorisse l’amore di Dio. Lo fece senza essere notata, perché le sue opere erano cose di tutti i giorni, cose piccole piene d’amore.
Dunque, tutto questo fa supporre con fondamento che Maria Bambina sia stata presentata al tempio, in tenera età, per una sua singolare consacrazione a Dio, fin dai primissimi anni della sua vita. C’era davvero un corpo di donne stabilmente addette al servizio del tempio e dimoranti in appositi locali attorno al tempio stesso. La presenza di queste donne, addette soprattutto alla preghiera, è chiaramente suggerita da Esodo 38,8, e 1Sam 2,22, che parlano di donne che “prestano servizio” – “sabà” in ebraico –, indicando turni fissi quasi come le guardie militari. Anche Giuseppe Flavio nelle sue Antiquitates judaicae (I, 8, c. 3) parla di numerose celle attorno al tempio, quasi come di un monastero.

Il fatto che Maria sia stata condotta giovanissima a vivere presso il tempio, in una totale offerta a Jahvè, è suggerito da forti argomenti di convenienza alla luce dell’elaborazione teologica e dell’analisi psicologica. La singolarissima perfezione di natura e di Grazia, della immacolata Bambina, si manifestò infatti, pur nel quadro della umile vita ordinaria, con sorprendente bellezza naturale e soprannaturale, perfezione pratica di vita, trasporto in Dio.

Rispetto a ogni altra bambina, pure ottima, c’era l’enorme differenza che correva tra chi era nata Immacolata e piena di Grazia e chi era venuta al mondo con il peccato originale; tra chi aveva le passioni perfettamente soggette e chi le aveva ribelli; tra chi era precocissima e chi nasceva con la solita debolezza dei figli di Adamo; tra chi era destinata a diventare Madre di Dio e chi aveva solo un ordinario destino umano.

Giustamente il 21 novembre, i Consacrati celebrano con gioia anche la loro festa: essere con Maria, tutti di Dio per adorare Lui solo e generare in sé e nelle anime il Cristo Gesù.
da >http://www.santiebeati.it/dettaglio/25200 e https://opusdei.org/it-it/article/vita-di-maria-iii-la-presentazione-di-maria-al-tempio/
I FEDELI
Dopo l’erezione nel 2008 della nuova  Parrocchia di S. Faustina Kowalska, che veniva ad accorpare le zone di Quartaccio, di Mazzalupo e quella poderale, il nostro territorio parrocchiale  non più vasto come una volta, solcato da fossi e vallate, che non permetteva una viabilità interna, conta attualmente circa 5.500 famiglie per un totale di 18.000 abitanti.
 
Il ceto è eterogeneo: dai nulla tenenti, da quelli che si arrangiano e si arrabattano, da quelli che cercano di sbarcare il lunario, ai commercianti, agli artigiani, agli impiegati, anche ai professionisti.
La Parrocchia è presente sul territorio con sei luoghi di culto e con la collaborazione delle 20 Congregazioni religiose residenti.
 
Alcuni comprensori sono alla ribalta della cronaca quella nera, sono carichi di povertà ma a dir vero di miseria, quella: della solitudine, delle varie dipendenze, della prostituzione, delle angherie, della micro-criminalità del branco alla delinquenza organizzata, dello sfaldamento familiare dovuto anche ai frutti dei mass-media e a correnti politiche sedicenti progressiste.
 
Ma la nostra gente va contro corrente.
 
Le nostre famiglie battezzano i loro figli nel nome trino di Dio, i fanciulli e i ragazzi ricevono i sacramenti della Confessione, della Eucaristia e della confermazione, qualcuno ritarda il loro conferimento ma alle soglie della scelta definitiva del matrimonio cattolico recuperano, malgrado tutto giochi contro.
 
Certo c'è un risveglio di fede cosciente e responsabile, poco avvertito da chi si ciba di luoghi comuni e cerca e vuole nascondersi nell'anonimato e non vivere il confronto con chi lancia la sfida.
 
Veramente una sfida nell'ambito sociale, in quello politico dei Municipi, del Comune, della Provincia e della Regione, una sfida che si propone su piano nazionale e vuoi quello universale.
 
Inutile un'elencazione, un dossier di iniziative e attività, fa testo la quotidianità, la ricerca costante di un vivere che risponde ad un servizio vero rivolto all'altro che non può e che non ha.

 
3.000 famiglie
in totale circa 10.000 persone
TERRITORIO
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