Storia - SANTA MARIA DELLA PRESENTAZIONE

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Roma
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Storia della Parrocchia
SANTA MARIA DELLA PRESENTAZIONE

Istituita vicecura il 18 luglio 1970
dal Cardinale vicario Angelo Dell’Acqua.

Viene eretta PARROCCHIA  il 10 febbraio 1973
con la denominzione di
Santa Maria della Presentazione
dal ProVicario S.E.Mons. Ugo Poletti
con il decreto "Quotidianis curis"
e affidata al clero diocesano di Roma.

Pertanto,
il 10 FEBBRAIO 2023
ricorrerà il 50°di erezione
della nostra Parrocchia

Il riconoscimento agli effetti civili è dell'
11 giugno 1976

Il territorio della parrocchia è ricavato
da S. Maria Assunta - S. Giuseppe
e da S. Maria della Salute a Primavalle.

La nuova chiesa parrocchiale viene eretta ed inaugurata il 10 febbraio 2001
in via di Torrevecchia 1104
La "chiesa nuova"
nel Terzo Millennio
Sabato 10 febbraio 2001
festa di Santa Scolastica
il Cardinale Camillo Ruini
allora Vicario Generale
di Sua Santità per la città di Roma
consacrava
la nostra nuova chiesa
dedicata a Dio in onore della
Beata Vergine Maria
nella Sua Presentazione al Tempio




Un giorno importante
che chiudeva un sogno e ne apriva altri.
GENEROSO CONTRIBUTO DELL' "UCID" (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti)
All'ingresso della Chiesa e' presente una grande lastra di bronzo dove sono incisi i nomi di 363 Soci e Amici dell'UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) in occasione dell'Anno Santo 2000 donarono una generosa offerta a Sua Santità San Giovanni Paolo II.

Quel dono dell'UCID ha contributo alla costruzione della nostra chiesa, senza dimenticare i successivi interventi, quali le campane, l'organo...
Per tale motivo la UCID è particolarmente legata alla nostra comunità parrocchiale.
STORIA DEL CULTO DI
SANTA MARIA DELLA PRESENTAZIONE AL TEMPIO


Il Ciclo mariano celebra il 21 novembre
la Presentazione di Maria al tempio
Un po’ di storia
La Presentazione di Maria al tempio trae origine da un’antica tradizione. Questo fatto è celebrato in Oriente dal V secolo ed è legato alla dedicazione della Chiesa di Santa Maria Nuova in Gerusalemme nel 543.  L’Imperatore di Bisanzio, Michele Commeno, ne parla in una sua costituzione del 1166. Filippo di Maizières, gentiluomo francese cancelliere presso la corte del Re di Cipro, essendo stato inviato come ambasciatore ad Avignone presso il Papa Gregorio XI nel 1372, gli narrò con quale magnificenza, si celebrasse presso i Greci il 21 novembre in onore della Madre di Dio. Gregorio XI introdusse allora questa festa ad Avignone, e Sisto V la rese obbligatoria per tutta la Chiesa, nel 1585. Clemente VIII la innalzò al grado “doppio maggiore”, e come per altre feste ne rielaborò l’Ufficiatura. Il nuovo calendario liturgico, dal 1969, giustamente conservò questa memoria per additare in Maria Colei che, concepita senza peccato originale, fin dalla sua più tenera età si è offerta totalmente a Dio per il Suo progetto di Salvezza: davvero una singolare Fanciulla tutta di Dio.

Gli anni dell’infanzia di Maria Santissima furono silenziosi, come la sua umiltà. Nulla ci dice la Sacra Scrittura. I cristiani, tuttavia, desideravano conoscere con maggiori dettagli la vita di Maria; e poiché i vangeli mantengono il silenzio fino al momento dell’Annunciazione, la pietà popolare, ispirandosi ad alcuni passi dell’Antico e del Nuovo Testamento, elaborò ben presto alcuni racconti semplici, che poi saranno ripresi dall’arte, dalla poesia e dalla spiritualità cristiana.
Uno di questi episodi, forse il più significativo, è la Presentazione della Madonna al tempio. Maria è offerta a Dio dai suoi genitori, Gioacchino e Anna, nel Tempio di Gerusalemme.
A rigore, non esiste una storia di quegli anni della Madonna, salvo quello che la tradizione ci ha trasmesso. Il primo testo scritto che riferisce questo episodio – dal quale discendono le numerose testimonianze della tradizione successiva - è il Protovangelo di Giacomo, uno scritto apocrifo del II secolo. Apocrifo significa che non fa parte del canone dei libri ispirati da Dio; ma questo non esclude che alcuni di questi racconti contengano qualche elemento di verità. Infatti, privato di particolari probabilmente leggendari, la Chiesa ha incluso questo episodio nella liturgia: dapprima a Gerusalemme, dove nell’anno 543 fu dedicata la basilica di Santa Maria Nuova in ricordo della Presentazione; poi, nel XIV secolo la festa passò in occidente, dove la sua memoria liturgica fu fissata il 21 novembre.

Maria nel Tempio
Tutta la sua bellezza e la sua grazia – era ricolma di bellezza nell’anima e nel corpo – erano per il Signore. È questo il contenuto teologico della festa della Presentazione della Madonna. E in questo senso la liturgia applica a Lei alcune frasi dei libri sacri: Ho officiato nella tenda santa davanti a Lui, e così mi sono stabilita in Sion. Nella città amata mi ha fatto abitare; in Gerusalemme è il mio potere. Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore, sua eredità (Sir 24, 10-12).
Come accadde a Gesù dopo la sua presentazione al Tempio, anche Maria continuerà a vivere con Gioacchino e Anna una vita normale. Dove Ella stava – soggetta ai genitori, crescendo sino a divenire donna -, là stava la piena di grazia (Lc 1, 28), con il cuore predisposto a un servizio completo a Dio e a tutti gli uomini per amore di Dio.

La Madonna maturava davanti a Dio e davanti agli uomini. Nessuno notò nulla di straordinario nel suo comportamento, anche se, indubbiamente, si faceva notare da quanti le stavano attorno, perché la santità attrae sempre; ancor più nel caso della Tutta Santa. Era una ragazza sorridente, che lavorava, sempre unita a Dio; accanto a Lei tutti si sentivano a loro agio. Ella, nei momenti dedicati alla preghiera, poiché conosceva bene la Sacra Scrittura, avrà ripassato ripetutamente le profezie che annunciavano l’avvento del Salvatore. Le avrà fatte proprie, oggetto della sua riflessione, argomento delle sue conversazioni. Questa ricchezza interiore sarebbe traboccata poi nel Magnificat, il meraviglioso inno che pronunciò dopo aver udito il saluto della cugina Elisabetta.
Tutto nella Vergine Maria era orientato verso la Santissima Umanità di Cristo, il vero Tempio di Dio.

La Festa
La festa della Presentazione è l’espressione dell’appartenenza esclusiva a Dio, la completa dedicazione della sua anima e del suo corpo al mistero della salvezza, che è il mistero dell’avvicinamento del Creatore alla creatura.
"Sono cresciuta come un cedro sul Libano, come un cipresso sui monti dell’Ermon. Sono cresciuta come una palma in Engaddi, come le piante di rose in Gerico, come un ulivo maestoso nella pianura; sono cresciuta come un platano" (Sir 24, 13-14).

Maria ha fatto sì che intorno a Lei fiorisse l’amore di Dio. Lo fece senza essere notata, perché le sue opere erano cose di tutti i giorni, cose piccole piene d’amore.
Dunque, tutto questo fa supporre con fondamento che Maria Bambina sia stata presentata al tempio, in tenera età, per una sua singolare consacrazione a Dio, fin dai primissimi anni della sua vita. C’era davvero un corpo di donne stabilmente addette al servizio del tempio e dimoranti in appositi locali attorno al tempio stesso. La presenza di queste donne, addette soprattutto alla preghiera, è chiaramente suggerita da Esodo 38,8, e 1Sam 2,22, che parlano di donne che “prestano servizio” – “sabà” in ebraico –, indicando turni fissi quasi come le guardie militari. Anche Giuseppe Flavio nelle sue Antiquitates judaicae (I, 8, c. 3) parla di numerose celle attorno al tempio, quasi come di un monastero.


Il fatto che Maria sia stata condotta giovanissima a vivere presso il tempio, in una totale offerta a Jahvè, è suggerito da forti argomenti di convenienza alla luce dell’elaborazione teologica e dell’analisi psicologica. La singolarissima perfezione di natura e di Grazia, della immacolata Bambina, si manifestò infatti, pur nel quadro della umile vita ordinaria, con sorprendente bellezza naturale e soprannaturale, perfezione pratica di vita, trasporto in Dio.Rispetto a ogni altra bambina, pure ottima, c’era l’enorme differenza che correva tra chi era nata Immacolata e piena di Grazia e chi era venuta al mondo con il peccato originale; tra chi aveva le passioni perfettamente soggette e chi le aveva ribelli; tra chi era precocissima e chi nasceva con la solita debolezza dei figli di Adamo; tra chi era destinata a diventare Madre di Dio e chi aveva solo un ordinario destino umano.
da >http://www.santiebeati.it/dettaglio/25200 e https://opusdei.org/it-it/article/vita-di-maria-iii-la-presentazione-di-maria-al-tempio/
IL MOSAICO NELL'ABSIDE
DESCRIZIONE DEL MOSAICO
Fin dal primo momento, nella chiesa venne venerata una pittura raffigurante la Presentazione di Maria al Tempio. Una copia dell'affresco (200x185 cm) di Giotto, databile al 1303-1305 circa e facente parte del ciclo della Cappella degli Scrovegni a Padova. E compresa nelle Storie di Maria situate nel registro più alto della parete sinistra di detta cappella, guardando verso l'altare.
 
Il Tempio di Gerusalemme è lo stesso rappresentato nella prima scena, quella della Cacciata di Gioacchino, ma qui visto da un punto diverso. Siamo infatti all'entrata, dove fronteggia il pulpito raggiungibile dalla scala marmorea, col ciborio dalle colonnette tortili più arretrato.
 
Maria adolescente sale i gradini del Tempio accompagnata dalla madre (indossante un mantello di un rosso inteso da cui sporge la sua solita veste arancio), seguita da un servo che tiene sulla schiena un cesto pieno di panni e dallo sguardo del padre Gioacchino.
 
Essa viene accolta dal sacerdote che le tende le braccia e da una serie di ragazze vestite come suore: il periodo trascorso al Tempio di Gerusalemme per le fanciulle era infatti simile a un ritiro monastico e nelle storie mariane sottolinea il suo restare vergine, uscendovi solo per sposare l'anziano Giuseppe, che quindi (è sottinteso) non la possederà.
 
Un tocco di quotidianità è offerto dai passanti, come quelli di schiena a destra che osservano indicando e chiacchierando tra di loro. la scena ha un suo fulcro evidenziato anche dall'architettura, evitando le rigidità della simmetria, con una semplificazione delle superfici di grande efficacia, con un rapporto calibrato tra architettura e figure che la popolano. La gestualità è lenta e calcolata, i colori sono chiari, intrisi di luce, la plasticità delle figure è accentuata dal chiaroscuro e dal disegno robusto. (da Wikipedia)
antico quadro di Maria al Tempio
quadro ancora oggi venerato e portato in processione nella festa patronale
Successivamente, la trasposizione in mosaico del quadro raffigurante la Presentazione di Maria al Tempio venne realizzata dalla Ditta Vitali, arte sacra, di Foligno.
In un unico pannello, nel 2006, il mosaico venne poi applicato sulla parete dell'abside dietro l'altare.
Trascriviamo la lettera con la quale il parroco comunicava ai fedeli la conclusione e la benedizione dell'opera musiva:

Roma 17 dicembre 2006
L’affresco di Giotto della Presentazione di Maria al Tempio, conservato nella Cappella degli Scrovegni a Padova, riprodotto in mosaico, trova il suo posto nell’abside della nostra chiesa, proprio nella gioia e nella luce del Natale del Signore.

Il mosaico sostituisce nella sua interezza la stampa ridotta del dipinto stesso di Giotto, quadro storico davanti al quale la nostra gente ha sostato in preghiera e ha chiesto benedizione e grazie, dentro a quel garage che aveva profumo saturo di chiesa; lo stesso quadro che non sta negletto, ma portiamo festanti tra suoni, canti e invocazioni, nelle processioni, per le strade della nostra Parrocchia, nel giorno evocativo della nostra Patrona: “Maria bambina presentata al tempio”.

Sabato 23 dicembre 2006 durante la celebrazione dell’Eucaristia delle 18.30, presieduta dal nostro Vescovo di Settore Mons. Benedetto Tuzia, avrà luogo la benedizione del Mosaico .

Nove mesi sono stati necessari per l’elaborazione e l’installazione dell’opera musiva. Il costo complessivo dell’opera è intorno ai 26.000,00 euro.

Un grazie a chi con generosità contribuisce al consolidamento dell’offerta che sta permettendo tale realizzazione.
Mons. Crispino Borgia
Parrroco
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